07 Aprile

W la storia!

Cosa c’entra la storia con la nostra vita? Apparentemente sembra sia qualcosa che in fondo non ci riguardi, di cui ci possiamo permettere di fare a meno. Il disinteresse e l’ignoranza infatti aumentano a dismisura. Su questo tema si sofferma con alcuni esempi significativi Glauco Genga, psicanalista, che nello scorso mese di febbraio a Brescia, su iniziativa della Fondazione San Benedetto, ha messo in scena lo spettacolo teatrale «Father & Freud». In un articolo pubblicato sul sito culturacattolica.it si chiede: «Che cosa occorre perché si possa fare tesoro della storia, nella cultura come nella scienza, nell’economia o nell’arte? Direi: il racconto affidabile di chi sa di avere seguito, nel proprio lavoro, una passione; non importa in quale disciplina o campo del sapere». Proprio questo racconto è ciò che può rompere il clima di disinteresse in cui spesso siamo immersi. L’articolo è stato pubblicato domenica scorsa con un riferimento finale alla Pasqua che rimane comunque del tutto attuale per capire cosa sia la storia.

04 Febbraio

Verso le elezioni europee, cosa ci interessa veramente

Venerdì si è tenuto il terzo incontro di formazione del ciclo “L’Unione Europea vista dall’interno” con l’intervento della professoressa Lorenza Violini, ordinaria di diritto costituzionale alla Statale di Milano. Dopo gli incontri con l’ex ministro Mario Mauro e il professor Roberto Baratta, abbiamo fatto un approfondimento sulle politiche europee e in particolare sul Green Deal. Giovedì 8 febbraio concluderemo il percorso con un appuntamento sulla politica economica dell’Unione. Interverrà il professor Tommaso Sonno, vice direttore del Pnrr Lab della SDA Bocconi. Nel presentare questa iniziativa sull’Europa nei mesi scorsi avevamo ripreso un editoriale di Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera nel quale si sottolineava l’importanza di prepararsi seriamente in vista delle prossime elezioni europee. «A Strasburgo – scriveva – si inciderà sui destini delle prossime generazioni molto più che nel Parlamento di un singolo Paese». Da qui la necessità di scegliere candidature di persone pronte a impegnarsi davvero sui temi dell’Europa con intelligenza e passione. Purtroppo finora spesso non è stato così. In questo senso condividiamo in pieno quanto ha dichiarato pochi giorni fa Romano Prodi in un’intervista al Corriere in merito alle candidature dei leader politici alle europee: «Presentarsi per attrarre voti senza poi ricoprire il ruolo rappresenta un distacco dalla volontà popolare e indebolisce la democrazia». Come Fondazione San Benedetto vogliamo offrire anzitutto un’opportunità di conoscenza sull’Europa seria, documentata e attenta alle questioni reali che riguardano la vita delle persone. L’abbiamo fatto con questo ciclo di formazione e proseguiremo a maggio con un incontro pubblico in vista delle elezioni. Indipendentemente dalle scelte politiche di ciascuno ci interessa anzitutto questo. Sono le stesse preoccupazioni che abbiamo ritrovato nell’editoriale dell’economista Lucrezia Reichlin, che vi invitiamo a leggere, apparso qualche giorno fa sul Corriere. «Si parla molto di nomi e di contrasti sulle liste sia nella maggioranza che nell’opposizione – scrive -, ma non si è ancora capito quali siano i temi chiave dei programmi elettorali, temi che, essendo le elezioni per il Parlamento europeo, dovrebbero essere appunto europei».

16 Luglio

L’Europa e le «guerre culturali» sull’ambiente

Transizione ecologica, riduzione delle emissioni, politiche ambientali, passaggio all’auto elettrica, Green Deal europeo. Su questi temi c’è il rischio di una contrapposizione di generazioni e ceti in una «guerra culturale» tra i pasdaran di un ambientalismo ideologico e i cosiddetti conservatori. Lo scrive in un editoriale sul Corriere della Sera Antonio Polito dopo l’approvazione della nuova legge sul ripristino della natura da parte del Parlamento europeo. Per Polito, che alcuni anni fa è stato ospite a Brescia della Fondazione San Benedetto e che ci ripromettiamo di invitare ancora, i governi sono chiamati a «fare in modo che l’indispensabile transizione ecologica non fallisca, trasformandosi in un aspro e inconcludente conflitto tra Stati, tra popoli, tra cittadini». Un obiettivo che vede in primo piano il ruolo e il futuro dell’Europa. E proprio all’Europa nel prossimo autunno dedicheremo come fondazione un ciclo di incontri di formazione con l’intervento di esperti delle istituzioni europee.