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I nostri vent’anni di presenza e le sfide di oggi

  • Data 24 Maggio 2025

La Fondazione San Benedetto è un tentativo libero e creativo di espressione della dottrina sociale della Chiesa per rispondere ai problemi e alle sfide del presente; quella dottrina sociale che sembra essere stata riscoperta nelle ultime settimane, con l’elezione di Leone XIV. Giovedì 29 maggio alle 17.30, in occasione dei nostri primi vent’anni di presenza, a Palazzo Loggia a Brescia, abbiamo promosso un incontro (i posti, lo ricordiamo, sono esauriti, ma per chi non ha potuto iscriversi nelle prossime settimane sarà disponibile sul nostro sito il video dell’evento) che vuole richiamare l’attenzione sul ruolo dei corpi intermedi nella nostra società. Si tratta di quelle realtà, di quei centri di vita e di azione, che nascono dalla libera aggregazione delle persone come contributo alla costruzione del bene comune in un’ottica di sussidiarietà. Proprio ai corpi intermedi la dottrina sociale della Chiesa ha sempre riservato una particolare attenzione. Non è la riproposizione di principi astratti, ma è l’indicazione di un percorso possibile. In questi primi giorni del suo pontificato, Leone XIV è tornato più volte sulla dottrina sociale, tema che gli è particolarmente caro a cominciare dalla scelta di richiamarsi a Leone XIII, il papa della questione sociale. In un discorso alla Fondazione Centesimus Annus ha chiarito che la dottrina sociale è l’opposto dell’indottrinamento, definito «immorale», che «rifiuta il movimento, il cambiamento o l’evoluzione delle idee di fronte a nuovi problemi». Proprio su tale discorso vi invitiamo a leggere il commento di Giuseppe Frangi, pubblicato sul quotidiano online ilsussidiario.net. Questo è anche il solco in cui come fondazione intendiamo muoverci nel prossimo futuro, in particolare con due sottolineature. Da un lato, oltre che a Brescia, rafforzeremo la nostra presenza anche a Milano (le nostre radici sin dall’inizio sono sempre state bresciane e milanesi), dall’altro lato, concentreremo l’attenzione con iniziative dedicate su due tematiche che riteniamo centrali: il futuro dell’Europa e il rapporto con l’intelligenza artificiale..
Intanto in vista dell’incontro del 29 maggio nei giorni scorsi il dorso bresciano del Corriere della Sera ha dedicato al ventennale della San Benedetto un ampio articolo di Massimo Tedeschi che trovate qui riprodotto.

L’articolo del Corriere della Sera Brescia del 21 maggio

Giovedì 22 si è invece concluso il Mese Letterario 2025 con l’ultimo incontro tenuto da Stas’ Gawronski su Cormac McCarthy. Un affondo sulle pagine del grande scrittore americano, vera e propria «materia incandescente» che, come ha sottolineato Gawronski, ha la forza inaudita di «far trasparire la luce anche dal buio» della realtà. Presto sarà possibile rivedere online i video delle tre serate. E un grazie a tutti coloro che hanno partecipato seguendo gli incontri sempre con grande attenzione.

Il pubblico numeroso all’ultima serata del Mese Letterario
Stas’ Gawronski durante il suo intervento

Leone XIV, dottrina non è indottrinamento

di Giuseppe Frangi – da ilsussidiario.net – 23 maggio 2025

Per conoscere e scoprire un papa come Leone XIV, che prima di essere eletto non ha mai amato né tanto meno cercato un’esposizione mediatica, è importante centellinare con attenzione ogni suo discorso. Ad esempio, è molto rivelatore, oltre che bello, quello che sabato scorso ha rivolto ai membri della Fondazione Centesimus Annus: un discorso che contiene spunti importanti, esposti con una chiarezza esemplare.

In quel contesto, che prende il nome dall’enciclica sociale di Giovanni Paolo II scritta nel centenario della Rerum Novarum, papa Leone ha potuto toccare un tema sul quale è molto sensibile: la questione sociale gli sta molto a cuore, come è stato reso evidente da subito dalla scelta del nome, voluto in uno spirito di continuità proprio con il papa della Rerum Novarum.

Nel suo discorso Leone XIV ha spiegato che “c’è una domanda crescente di Dottrina sociale della Chiesa a cui dobbiamo dare risposta”, ma poi si è chiesto in che modo la dottrina sociale può porsi come riferimento nella drammaticità di una congiuntura storica come quella che stiamo vivendo.

Nel cercare una risposta a questa domanda, il papa ha voluto soffermarsi su una riflessione che ha toccato il termine stesso di “dottrina”. Se oggi abbiamo una grande necessità di praticare una cultura del “dialogo”, la parola “dottrina” può evocare, infatti, nella sensibilità di tanti un’idea opposta di irrigidimento e di chiusura. O, peggio ancora, può essere vista come premessa per un progetto di “indottrinamento”.

Il papa, con grande chiarezza e anche decisione, ha voluto eliminare ogni possibile equivoco. “L’indottrinamento – ha detto – è immorale, impedisce il giudizio critico, attenta alla sacra libertà della propria coscienza – anche se erronea – e si chiude a nuove riflessioni perché rifiuta il movimento, il cambiamento o l’evoluzione delle idee di fronte a nuovi problemi”.

La dottrina, al contrario, è un processo aperto: “frutto di ricerca e quindi di ipotesi, di voci, di avanzamenti e insuccessi, attraverso i quali cerca di trasmettere una conoscenza affidabile, ordinata e sistematica su una determinata questione”. Con parole molto belle e cariche di fiducia nei confronti di chi ha altre fedi o appartenenze, Leone ha voluto definire così, in modo sintetico, la dottrina sociale: “Un cammino comune, corale e persino multidisciplinare verso la verità”.

C’è poi un altro punto di grande interesse del discorso. Il papa ha richiamato il fatto che la dottrina sociale non può essere frutto di un’elaborazione cattedratica, ma deve essere sviluppata insieme al popolo di Dio. Chi ne è destinatario, in primis i poveri, ne è anche la sorgente.

“Chi nasce e cresce lontano dai centri di potere non va semplicemente istruito nella Dottrina sociale della Chiesa, ma riconosciuto come suo continuatore e attualizzatore” – ha chiarito Leone. Che poi ha voluto tracciare l’identikit di questi incubatori della dottrina sociale: “i testimoni di impegno sociale, i movimenti popolari e le diverse organizzazioni cattoliche dei lavoratori sono espressione delle periferie esistenziali in cui resiste e sempre germoglia la speranza”. Una dottrina che si alimenta della fede vissuta dai più semplici. Per questo, ha concluso dando un’esortazione molto chiara: “Vi raccomando di dare la parola ai poveri”.

Tag:dottrina sociale, Leone XIV, Mese letterario

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piergiorgio

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Dal discorso di Mattarella riprendiamo due spunti che sentiamo nostri in quanto appartengono al dna della nostra fondazione e sui quali sin dall’inizio siamo impegnati. Dopo aver rilanciato l’invito del Papa a disarmare le parole il presidente ha aggiunto: «Di fronte all’interrogativo: “cosa posso fare io?” dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno». Il secondo passaggio di Mattarella che vogliamo evidenziare riguarda i giovani: «Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna».

Da Papa Leone raccogliamo invece un suggerimento a cambiare punto di vista. Oggi nel mondo si confrontano «strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi». Il Papa ribalta questa prospettiva: «Ogni giorno può essere, per ciascuno di noi, l’inizio di una vita nuova, grazie all’amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libertà. Ed è bello pensare in questo modo all’anno che inizia: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bontà del Signore che sempre ci accompagna».

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