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Un Orfeo sceso nell’Ade per trovare se stesso

“Pavese ha chiesto troppo (ed è l’unica cosa che vale la pena chiedere: solo quel che è inafferrabile merita di essere rincorso e pianto): cercava addirittura un dio capace di piangere per l’uomo. Viveva il tormentoso dilemma di un’anima sensibile in un mondo che procede ad altezze più basse”. In un interessante articolo su L’Osservatore Romano del 1° ottobre Valerio Capasa tratta del tema del desiderio e della solitudine di Cesare Pavese a settant’anni da sua scomparsa.