• Chi siamo
  • Attività
  • Video
  • Archivio
  • Sostienici
  • Statuto
  • Organi
  • Contatti
Email:
info@fondazionesanbenedetto.it
Fondazione San BenedettoFondazione San Benedetto
  • Chi siamo
  • Attività
  • Video
  • Archivio
  • Sostienici
  • Statuto
  • Organi
  • Contatti

Fissiamo il Pensiero

  • Home
  • Fissiamo il Pensiero
  • La politica polarizzata uccide la democrazia 

La politica polarizzata uccide la democrazia 

  • Data 5 Maggio 2024
Manca poco più di un mese al voto per le elezioni europee e amministrative dell’8 e 9 giugno. Al di là dei toni e del clima da campagna elettorale e delle contrapposizioni tra partiti e schieramenti, vogliamo approfittare di questo tempo per riportare in primo piano i veri temi che riguardano l’Europa e il compito della politica. Sull’Europa ricordiamo l’incontro del 16 maggio con Ferruccio de Bortoli, Mario Mauro e Romano Prodi (sotto trovate tutti i riferimenti). Come spunto di riflessione questa settimana vi invitiamo a leggere l’articolo di Rocco Buttiglione pubblicato nei giorni scorsi sul quotidiano online ilsussidiario.net dedicato all’impegno politico dei cattolici oggi in Italia. «La politica contemporanea in Occidente – sottolinea Buttiglione – è inquinata da una malattia mortale che rischia di portare alla morte della democrazia. Questa malattia mortale è la polarizzazione estrema. È morto il dialogo politico, la capacità di confrontarsi, pur se da posizioni diverse ed anche opposte, alla ricerca di un bene comune. Trionfano le posizioni intransigenti che vogliono non il bene comune ma il proprio bene particolare ed identificano questo bene con la distruzione dell’avversario». In questo panorama quale può essere il ruolo di una presenza dei cattolici in politica? Non certo quello della nostalgia o dell’ossessione per una forma di partito. «Il problema primo non è il partito cattolico – continua Buttiglione -, ma una pratica cristiana della politica: un modo di fare politica che inizi da un’affezione profonda alla persona umana, in me stesso e negli altri, anche negli avversari. Una pratica cristiana della politica che faccia uscire la politica dalla dialettica amico/nemico. Oggi il problema non è costruire un partito, ma ricostruire un popolo». 

Incontri su europee e presidenziali Usa, posti in via di esaurimento 

La Fondazione San Benedetto promuove nelle prossime settimane due incontri in vista delle elezioni europee e delle presidenziali americane che si svolgeranno a Brescia al Centro Paolo VI in via Gezio Calini 30. Sotto trovate il promemoria con le date e i relatori. Ricordiamo che la partecipazione è gratuita e aperta a tutti sino ad esaurimento dei posti disponibili ma è necessario registrarsi cliccando su questo link. Invitiamo perciò ad iscriversi al più presto in quanto abbiamo già ricevuto molte adesioni e per far fronte alle tante richieste di partecipazione abbiamo prenotato anche una seconda sala videocollegata. A chi si è iscritto ricordiamo che non ci saranno posti riservati. I posti saranno assegnati in base all’ordine di arrivo. 
Il primo appuntamento sarà giovedì 16 maggio alle 18 sul tema «L’Europa che vogliamo». Interverranno Ferruccio de Bortoli, giornalista e saggista, già direttore del Corriere della Sera, Mario Mauro, già vicepresidente del Parlamento europeo e ministro della Difesa, e Romano Prodi, già presidente della Commissione europea e presidente del Consiglio. 
Il secondo incontro si svolgerà invece giovedì 23 maggio alle 18sul tema «Gli Stati Uniti verso il voto» con gli interventi di Marco Bardazzi, giornalista e autore di «Rapsodia americana», e Lorenzo Pregliasco, analista politico, co-fondatore e direttore di YouTrend. 

Sono online i video del Mese letterario 

A questo link sul sito della Fondazione San Benedetto è ora possibile rivedere i video dei tre incontri del Mese letterario che si è da poco concluso. Sempre sul nostro sito trovate anche tutti i video delle precedenti edizioni a partire dal 2010.

“Elogio della moderazione”, come ricostruire un popolo nel tempo del relativismo

Cattolici smarriti di fronte all’impegno politico. Il nuovo libro di Paola Binetti indica una strada da percorrere. Fondata sulla verità e l’esperienza

di Rocco Buttiglione – da ilsussidiario.net – 29 aprile 2024 

Il cattolicesimo politico italiano è smarrito, sembra incapace di pensare la propria storia e ancor più di immaginare un futuro ed un destino. Indichiamo con l’espressione “cattolicesimo politico” l’impegno politico dei cattolici in Italia, la loro assunzione di responsabilità nella vita politica e nella vita civile del Paese. Per molti il modo più naturale di pensarlo è la forma partito. È loro difficile pensare un impegno politico che non passi attraverso la forma partito. Il tempo della forma partito però è finito e quindi questi cattolici non sanno cosa fare. Molti altri si rassegnano alla fine della forma partito o magari anche ne sono contenti. La Chiesa non si deve identificare con un partito, ma se c’è un partito cattolico (o anche semplicemente un partito di cattolici) questo rischio è incombente. Rimane però in loro una intima insoddisfazione. Accetteremo la privatizzazione della fede? L’esclusione dalla vita pubblica? Ma allora che ne è della pretesa rivoluzionaria della fede di trasformare la faccia della terra? La fede trasforma tutte le dimensioni dell’esistenza tranne la politica? La politica non è tutto, ma ha a che fare con tutto e se la fede non entra anche nella politica rischia di diventare irrilevante per la vita.

Poi è arrivato Papa Francesco e ci ha detto che non viviamo in un’epoca di cambiamenti ma in un cambio di epoca. Come pensare la presenza politica dei cattolici dentro una epoca storica nuova, i cui tratti caratterizzanti sono ancora confusi ed incerti? Il libro di Paola Binetti Elogio della moderazione nella moderna dialettica politica (Cantagalli, 2024) tenta di rispondere esattamente a questa domanda.

Cominciamo dalla seconda parte del titolo: la moderna dialettica politica. La politica contemporanea in Occidente è inquinata da una malattia mortale che rischia di portare alla morte della democrazia. Questa malattia mortale è la polarizzazione estrema. È morto il dialogo politico, la capacità di confrontarsi, pur se da posizioni diverse ed anche opposte, alla ricerca di un bene comune. Trionfano le posizioni intransigenti che vogliono non il bene comune ma il proprio bene particolare ed identificano questo bene con la distruzione dell’avversario.

La politica democratica, nata come alternativa alla guerra civile, minaccia adesso di precipitare di nuovo nella guerra civile. La causa di questo sviluppo è, un poco paradossalmente, la fine dell’idea di verità e la nascita della post-verità. Se la verità non esiste, ciò che rimane è l’affermazione della mia rivendicazione unilaterale e la divisione del mondo in amici e nemici a secondo che appoggino o avversino la mia rivendicazione. Ciascuno costruisce una sua narrazione il più possibile affascinante e coerente ignorando come irrilevanti i dati della realtà oggettiva e le ragioni dell’avversario.

I teorici di questo nuovo modo di fare politica pensano di essere originali, ma in realtà riscoprono la teoria del mito politico di Pareto che ha ispirato sia il nazismo che il comunismo. La generazione dei più anziani è stata indottrinata con l’idea che l’idea di verità sia nemica della democrazia, perché chi ha convinzioni assolute corre sempre il rischio di volerle imporre agli altri. La generazione più giovane ha dovuto invece scoprire che anche l’assenza di verità è pericolosa per la democrazia. Dove non c’è verità trionfano l’interesse, il potere ed il denaro.

Paola Binetti indica un altro cammino, dentro il cambio di epoca. È il cammino della moderazione. Cosa è la moderazione? Potremmo descriverla come un nuovo inizio della politica non a partire dall’ideologia, ma dall’esperienza umana elementare. Le ideologie pretendono di possedere la verità assoluta e ritengono pertanto di avere il diritto di imporla agli infedeli. I relativisti pensano che la verità non esista e che quindi l’unica regola della politica sia il potere. I moderati sanno che la verità esiste ma sanno anche che ha molti lati ( la verità è un poliedro, dice Papa Francesco). Il moderato difende la verità che ha visto e incontrato nella sua esperienza umana, ma è attento anche alla verità dell’altro, perché l’altro può avere visto un aspetto della verità che a me è sfuggito. L’ideologia assolutizza la mia verità e mi rende cieco e sordo alla verità dell’altro. Il relativismo mi dice che non c’è nessuna verità e ciò che rimane è alla fine solo il potere. Il moderato sa che la verità assoluta la possiede solo Dio e che noi ci avviciniamo alla verità partendo dalla situazione esistenziale in cui ci colloca la nostra nascita e la nostra cultura, ciascuno portando la sua piccola luce che rischiara il nostro cammino ma può illuminare anche il cammino di altri.

Se gli uomini riescono a parlarsi fuori dell’ideologia ed a mettere in gioco la loro effettiva esperienza di vita, allora punti di incontro sono possibili e si può ricostruire una coscienza di popolo. Pensare così significa pensare l’impegno in politica dei cattolici fuori dell’ossessione della forma partito. Il problema primo non è il partito cattolico, ma una pratica cristiana della politica: un modo di fare politica che inizi da un’affezione profonda alla persona umana, in me stesso e negli altri, anche negli avversari. Una pratica cristiana della politica che faccia uscire la politica dalla dialettica amico/nemico (teorizzata a suo tempo a destra da Carl Schmitt e recentemente riscoperta a sinistra da Michel Foucault) e riscopra il principio, recentemente riproposto da Papa Francesco, che dice che il tutto è più importante delle parti. Ho il dovere di difendere fino in fondo le ragioni della mia parte (sociale o culturale che sia) ma ho anche il dovere di condurle al dialogo con le ragioni del mio avversario per costruire il bene comune possibile del nostro popolo nel tempo e nelle circostanze che ci sono state assegnate da vivere. Paola Binetti raccoglie il meglio della tradizione del cattolicesimo politico italiano (penso alla cultura della mediazione come la concepiva Aldo Moro) e la proietta dentro la epoca nuova i cui contorni cominciano appena a delinearsi davanti ai nostri occhi. Oggi il problema non è costruire un partito, ma ricostruire un popolo.

Tag:cattolici, politica, Rocco Buttiglione

  • Condividi
piergiorgio

Articolo precedente

25 Aprile senza pace 
5 Maggio 2024

Prossimo articolo

Don Giussani e la «stoffa» del santo 
12 Maggio 2024

Ti potrebbe interessare anche

Pasqua, com’è possibile crederci?
4 Aprile, 2026

Questa settimana anticipiamo al sabato l’invio della nostra newsletter «Fissiamo il pensiero». Domani infatti è Pasqua, cioè la Resurrezione di Gesù. «Com’è possibile crederci?». Se lo chiede ripetutamente l’attore e comico Giacomo Poretti in un breve articolo che vi invitiamo a leggere pubblicato martedì dall’Osservatore Romano. È il nostro modo di fare gli auguri pasquali a tutti coloro che ci seguono. Com’è possibile credere alla resurrezione di fronte all’inevitabilità della morte? Eppure la realtà, a partire dal succedersi delle stagioni – scrive Poretti -, è piena di indizi che ci dicono, se li vogliamo cogliere, che «la vita non è un accidente momentaneo e doloroso» destinata al fallimento della morte e che il corpo di Gesù risorto è un «regalo di eternità». Un regalo che rivela una bellezza nascosta a cui ciascuno di noi è chiamato.

A proposito di bellezza, lunedì scorso nella sede della San Benedetto un gruppo di amici si è ritrovato per vedere insieme il film «Andrej Rublëv», capolavoro del regista russo Andrej Tarkovskij realizzato a metà degli anni ’60. Ruota attorno alla figura di Rublëv, grande pittore di icone vissuto fra il XIV e il XV secolo in una Russia travolta dalle scorrerie delle orde tartare. La celebre icona della Trinità è la sua opera più famosa. È «il dipinto più bello del mondo», scrive Adriano Sofri in un articolo (lo potete leggere sul nostro sito) pubblicato tre anni fa sul Foglio, raccontando le vicissitudini odierne dell’icona nella Russia di Putin. Ecco la Fondazione San Benedetto, oltre agli incontri pubblici attraverso cui in tanti ci hanno conosciuto, è prima di tutto un luogo di incontro e di amicizia nel quale semplicemente ci si può trovare una sera per vedere un grande film e fare un’esperienza reale, non artificiale, di bellezza. 

Mese letterario, un antidoto ai social, giovedì s’inizia

Giovedì 9 aprile alle 20.45 a Brescia, nell’auditorium degli Artigianelli (ingresso in via Avogadro 23 con parcheggio interno) si aprirà la sedicesima edizione del Mese letterario. In programma l’incontro sul poeta inglese Samuel Taylor Coleridge che sarà presentato da Edoardo Rialti. Il Mese letterario è un sano antidoto all’uso dei social, per respirare alcune ore di vera libertà. In preparazione a questo appuntamento vi segnaliamo l’intervista a Rialti rilasciata al quotidiano online ilsussidiario.net (la trovate a questo link). Si raccomanda di arrivare in anticipo per ritirare il tesserino d’ingresso e consentire l’inizio puntuale dell’incontro.

Habermas/Ratzinger, spunti da un dialogo che ci riguarda
28 Marzo, 2026

Una democrazia può reggersi solo su un insieme di procedure o di norme costituzionali o c’è qualcosa di più? È ancora possibile ricercare un bene condiviso anche partendo da punti vista diversi o siamo destinati a logorarci in una polarizzazione continua? L’esperienza religiosa che contributo può dare alla vita pubblica? È utile solo per fornire un supporto etico o può dare una prospettiva diversa, più allargata, alla nostra ragione laica attorno a cui si sono formate le nostre società occidentali? Una ragione che oggi appare sempre più smarrita e afona davanti alle nuove sfide a cominciare da quelle portate dall’avvento dell’intelligenza artificiale. A ben vedere sono tutte questioni molto legate anche alle cronache quotidiane di questi tempi. Proprio su questi temi si era molto interrogato Jürgen Habermas, uno dei maggiori filosofi contemporanei, allievo di Adorno e Horkheimer, e ultimo rappresentante della Scuola di Francoforte, morto due settimane fa. Nel 2004 a Monaco fu protagonista di un dialogo con l’allora cardinale Joseph Ratzinger. Il testo è stato pubblicato anche in italiano dall’editrice bresciana Morcelliana. Pur provenendo da una formazione laica e non credente Habermas ha dedicato molta attenzione al rapporto tra fede e ragione. Il suo dialogo con Ratzinger ruotava attorno a una domanda chiave: la democrazia moderna può prescindere completamente dalla religione o ha bisogno delle sue risorse morali? Una domanda ancor più attuale oggi in un’epoca in cui, anche in Italia, il modello democratico attraversa una crisi profonda. Su quel dialogo fra Habermas e Ratzinger vogliamo proporvi la lettura di un articolo di Fernando De Haro, pubblicato dal quotidiano online ilsussidiario.net. Dal dialogo emergevano alcuni punti comuni. Entrambi rifiutavano il relativismo morale assoluto così come il fondamentalismo religioso. Sottolineavano inoltre la necessità di una «reciproca purificazione»: la fede deve accettare la critica razionale per evitare derive ideologiche, mentre la ragione deve riconoscere che non tutto è riducibile alla tecnica o alla logica strumentale. La religione può quindi avere un ruolo pubblico, purché sappia tradurre i propri contenuti in un linguaggio comprensibile a tutti i cittadini. La fede, sottolinea De Haro, non è «un razzo» che «sale in cielo privandosi dei pezzi inferiori che hanno reso possibile il lancio – la ragione e l’umanità – e si eleva senza fardelli». È un fatto di «laicità e umanità». «Il miglior tributo che possiamo rendere al compianto Habermas – conclude l’articolo – è quello di riscoprire la sua intuizione secondo cui la fede non è fine a se stessa. La fede è utile per liberare la ragione dal suo vicolo cieco. E questo non si conquista unicamente, né fondamentalmente, attraverso un esercizio filosofico: è una conquista che riguarda soprattutto la vita quotidiana».

Al Mese letterario per riscoprire il gusto della lettura
21 Marzo, 2026

Leggere per vivere. È il suggerimento che vogliamo rilanciare questa settimana e che ci arriva dalle pagine di un libro di Giuseppe Montesano, scrittore e insegnante napoletano. Sul nostro sito ne riprendiamo alcuni brevi passaggi perché li sentiamo molto corrispondenti alle ragioni per cui, dal 2010 a oggi, ogni anno proponiamo il Mese letterario. Nel prossimo mese di aprile si svolgerà a Brescia la sedicesima edizione che ha come titolo «Esplorare l’esplorabile, venerare l’inesplorabile». Ricordiamo che per partecipare è richiesta l’iscrizione che si può già fare gratuitamente sul sito dell’Associazione Mese letterario. Consigliamo di iscriversi al più presto perché i posti disponibili sono in via di esaurimento. In tutti questi anni il Mese letterario, oltre alla bellezza di incontri carichi di fascino che risvegliano l’attenzione e l’intelligenza, è stato anche un grande invito a scoprire o riscoprire l’esperienza della lettura. Questa non è un esercizio fine a sé stesso o un vezzo «culturale». «Non si tratta più di passare il tempo o di ingannare la noia – scrive Montesano -, non si tratta di accrescere la propria cultura quantitativa e non si tratta di apprendere cose specialistiche: quando si legge per vivere, ciò che va in pezzi è la prigione in cui ognuno è chiuso, e quando la propria gabbia si è rotta, l’esperienza della libertà è così esaltante che cominciamo a vedere con dolore anche le gabbie altrui: e non ci basta essere liberi da soli in un mondo di prigionieri». Soprattutto, continua Montesano, «quando cominciamo a leggere per vivere la lettura diventa una continua scoperta, e ci accorgiamo che le parole che interpretiamo sono diverse dagli specchi che ci rassicurano facendoci vedere sempre uguali a noi stessi».
In sintesi ecco il programma, con autori, date e relatori del Mese letterario 2026. Rispetto alle precedenti edizioni quest’anno gli incontri, che si svolgeranno sempre alle 20.30 nell’auditorium degli Artigianelli, sono stati accorpati in quattro date ravvicinate. Si inizierà giovedì 9 aprile con una serata dedicata al poeta inglese Samuel Taylor Coleridge, del quale parlerà Edoardo Rialti, scrittore e traduttore, ma soprattutto grande amico del Mese letterario di cui è stato ospite fisso e sempre molto apprezzato sin dalla primissime edizioni.
Martedì 14 aprile il secondo incontro sarà con il cantautore e scrittore Massimo Bubola che dialogherà con il giornalista Enrico Mirani sull’«Odissea» del poeta greco Nikos Kazantzakis nella rilettura che ne ha fatto Giacomo Scanzi nel romanzo pubblicato nei mesi scorsi da Marcianum Press.

Cerca

Categorie

  • Fissiamo il Pensiero
  • I nostri incontri
    • I nostri incontri – 2015
    • I nostri incontri – 2016
    • I nostri incontri – 2017
    • I nostri incontri – 2018
    • I nostri incontri – 2019
    • I nostri incontri – 2021
    • I nostri incontri – 2022
    • I nostri incontri – 2023
    • I nostri incontri – 2024
    • I nostri incontri – 2025
    • I nostri incontri – 2026
  • Mese Letterario
    • 2010 – I Edizione
    • 2011 – II Edizione
    • 2012 – III Edizione
    • 2013 – IV Edizione
    • 2014 – V Edizione
    • 2015 – VI Edizione
    • 2016 – VII Edizione
    • 2017 – VIII Edizione
    • 2018 – IX Edizione
    • 2019 – X Edizione
    • 2021 – XI Edizione
    • 2023 – XIII Edizione
    • 2024 – XIV Edizione
    • 2025 – XV Edizione
  • Scuola San Benedetto – edizioni passate
  • Tutti gli articoli

Education WordPress Theme by ThimPress. Powered by WordPress.

VUOI SOSTENERCI?

Siamo una fondazione che ha scelto di finanziarsi con il libero contributo di chi ne apprezza l’attività

Voglio fare una donazione
Borgo Wührer, 119 - 25123 Brescia
info@fondazionesanbenedetto.it

Resta sempre aggiornato

Iscriviti subito alla nostra newsletter per non perderti le attività e gli eventi organizzati dalla Fondazione San Benedetto.

Iscriviti

Sito Web sviluppato da Nida's - Nati con la crisi.

Copyright © Fondazione San Benedetto Educazione e Sviluppo

Mappa del sito | Privacy Policy | Cookie Policy

Sito Web sviluppato da Nida's - Nati con la crisi.

Privacy Policy | Cookie Policy

Fondazione San Benedetto
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}