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Jovanotti: «Così Sammy ci ha insegnato l’essenziale»

  • Data 14 Febbraio 2026

Nella newsletter della scorsa settimana abbiamo voluto mettere a tema la questione dei giovani. Non ci interessa però parlarne in termini sociologici, come se si trattasse di una categoria sociale da analizzare in base a tendenze, stili di vita, ecc. Altri lo sanno fare meglio e sono più attrezzati. A noi interessano i giovani come persone reali, nella loro singolarità come nel loro mettersi insieme. Per questo oggi vogliamo segnalarvi la storia di un giovane che, dentro una condizione oggettivamente molto difficile, è diventato con la sua presenza suscitatore di una positività straordinaria. Stiamo parlando di Sammy Basso, il giovane, biologo e ricercatore, morto a ottobre 2024 all’età di 28 anni, affetto da una malattia genetica rarissima, la progeria, che porta all’invecchiamento precoce.

Sammy Basso

In questi giorni è stato pubblicato un libro, edito da San Paolo, nel quale i suoi genitori raccontano la vita con lui. La prefazione, che vi invitiamo a leggere, è stata scritta da Jovanotti. Il cantautore si sofferma sulla sua amicizia con Sammy: «A scuola ci insegnano che il cuore è un muscolo involontario. Poi nella vita può capitare di imparare che sì, è involontario, ma fino a un certo punto. Ci sono incontri, azioni, cose che ci succedono che ci insegnano a risvegliarlo – scrive Jovanotti -, lo allenano, lo ingrandiscono, lo rendono più vivo, perfino un po’ “volontario”. Sono soprattutto gli incontri. Io ho incontrato Sammy ed è stata una benedizione sentire il suo affetto e la sua amicizia, ma incontrando lui ho incontrato un mondo di cui lui era un luminoso vitale energetico centro di gravità». Bellissima la conclusione della prefazione: «Sammy nella sua breve e infinita vita ci ha insegnato l’essenziale, che è vivere, un giorno alla volta, con gratitudine e coraggio».

In questi giorni ci ha colpito anche la storia di James Van Der Beek, un noto attore di serie tv, morto per un cancro. La malattia gli era stata diagnosticata nel 2023 e un anno dopo in un video aveva raccontato come fosse cambiata la sua vita. Se fino ad allora si era identificato con un ruolo o una funzione come quello di attore ma anche di marito o di padre, adesso tutto questo non reggeva più. Improvvisamente, racconta, si è imposta in tutta la sua drammaticità la domanda «chi sono io?» (a questo link trovate la storia riportata da SkyTg24). Anche in questo caso mentre le apparenze si dissolvono o passano in secondo piano, emerge quell’essenziale che ha affascinato nella vita di Sammy.

Referendum giustizia, il 6 marzo a Brescia incontro con Luciano Violante e Lorenza Violini

In vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia la Fondazione San Benedetto propone un incontro pubblico venerdì 6 marzo alle 20.45 a Brescia, al Centro Paolo VI in via Gezio Calini 30. Intervengono Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei Deputati, già professore ordinario di Istituzioni di diritto e Procedura penale, e Lorenza Violini, già professoressa ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano. Introduce Graziano Tarantini, presidente Fondazione San Benedetto.

Luciano Violante
Lorenza Violini

Crediamo sia fondamentale conoscere anzitutto quali siano i contenuti di una riforma non semplice per i non addetti ai lavori, ma con ricadute su tutti. Come fondazione ci facciamo carico di aiutare i cittadini a fare una scelta ponderata e consapevole, senza adesioni precostituite a uno schieramento politico. Per questo abbiamo invitato Luciano Violante e Lorenza Violini, che, per la loro conoscenza ed esperienza, potranno aiutarci ad approfondire l’oggetto del quesito referendario rispondendo anche alle domande del pubblico.
L’INCONTRO È APERTO A TUTTI, VI ASPETTIAMO! 


«Ho incontrato Sammy ed è stata una benedizione»

di Jovanotti

prefazione al libro «Sammy, una vita da abbracciare» di Amerigo Basso, Laura Basso, Chiara Pelizzoni, Edizioni San Paolo, febbraio 2026


A scuola ci insegnano che il cuore
è un muscolo involontario. Poi nella vita può capitare di imparare che sì, è involontario, ma fino a un certo punto. Ci sono incontri, azioni, cose che ci succedono che ci insegnano a risvegliarlo, lo allenano, lo ingrandiscono, lo rendono più vivo, perfino un po’ «volontario». Sono soprattutto gli incontri.

Io ho incontrato Sammy ed è stata una benedizione sentire il suo affetto e la sua amicizia, ma incontrando lui ho incontrato un mondo di cui lui era un luminoso vitale energetico centro di gravità. Il mio cuore quando incontravo Sammy faceva il pieno di volontà. Non era involontario per niente, era pura volontà di esserci e di apprezzare il semplice fatto di essere vivo, di attraversare l’esperienza di vivere. Ho incontrato Sammy ed è stato un dono perché incontrare l’allegria, la curiosità, l’intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.

Anche chi ha conosciuto Sammy solo sentendolo parlare in tv lo ha incontrato, perché in un momento di lui c’era quello che basta per innamorarsi e per sentirsi coinvolti in un mistero glorioso racchiuso in quel corpo minuscolo che a prenderlo in braccio si rischiava di farlo volare via.

Sammy aveva due genitori che non avevano la progeria, quindi quando li vedevi insieme loro tre non facevano l’effetto «Simpsons», l’unico alieno era Sammy. Eppure l’affetto, la forza che arrivava da loro erano in grado di far apparire Sammy altissimo, normalissimo, un gigante. Bastavano due parole scambiate con lui e ti dimenticavi il suo aspetto strano, la sua voce da cartoon, per essere semplicemente in compagnia di un buon amico, un tipo sveglio, simpatico, unico.

Amerigo e Laura, Sammy è il loro ragazzo. Loro con questi due nomi significativi che contengono una mappa: Amerigo come il navigatore esploratore e Laura come la donna che Petrarca ha reso simbolo di quanto di più grande e generativo può esserci nel mondo.

Insisto, Sammy aveva due genitori che lo amavano. Questo libro è soprattutto il racconto di due genitori travolti dal mistero del loro figlio, questo libro è una buona novella narrata in prima persona dalla madre e dal padre di un bimbo diventato giovane uomo che in pochi anni di vita ha conquistato tutti, facendoci provare un florilegio di emozioni diverse. Lo stupore, lo struggimento, l’affetto, la simpatia, la speranza, la sconfitta, la rabbia, la gioia, l’ammirazione, la stima, la meraviglia. Sammy, lo sapete se avete tra le mani questo libro, era un ragazzo normale e strepitoso, e so che mi credete quando vi dico che parlarci era un piacere vero, la sua intelligenza, la sua ironia, la sua leggerezza, la sua profondità erano stupefacenti.

Ma attenzione: Sammy ha commosso il mondo, ma non lo ha fatto da solo. Sammy era il fuoriclasse di un team e i suoi alleati più decisivi sono stati i suoi due genitori, è nato in una famiglia che lo ha amato moltissimo. Amerigo e Laura sono il babbo e la mamma di Sammy Basso. Leggere questo loro racconto vi emozionerà commuovendovi e facendovi a volte sorridere. A me ha ricordato che mestiere difficile è fare il genitore e che fortuna però, che privilegio assistere una vita che nasce piccola ed è già immensa, come è qualsiasi vita. Una bellissima avventura piena d’amore.

Quando ha compiuto 24 anni, gli ho mandato un breve video per fargli gli auguri. Lui era al centro di una festa con almeno 600 persone invitate e io gli ho detto parole che sono contento di ripetere qui, tanto sono vere e saranno sempre vere: «Auguri Sammy! La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c’è intorno a te. Questa è la forza incredibile che tu hai. La tua è una presenza veramente bella e io sono molto contento di essere tuo amico».

Sammy era una persona talmente essenziale e comunicativa che per intendersi con lui bastavano poche parole.

Sammy nella sua breve e infinita vita ci ha insegnato l’essenziale, che è vivere, un giorno alla volta, con gratitudine e coraggio.

Tag:Giovani, Jovanotti, Sammy Basso

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piergiorgio

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