• Chi siamo
  • Attività
  • Video
  • Archivio
  • Sostienici
  • Statuto
  • Organi
  • Contatti
Email:
info@fondazionesanbenedetto.it
Fondazione San BenedettoFondazione San Benedetto
  • Chi siamo
  • Attività
  • Video
  • Archivio
  • Sostienici
  • Statuto
  • Organi
  • Contatti

Fissiamo il Pensiero

  • Home
  • Fissiamo il Pensiero
  • Ecco il Mese Letterario (con una lettera di Francesco sulla poesia)

Ecco il Mese Letterario (con una lettera di Francesco sulla poesia)

  • Data 22 Marzo 2025

«Leggo per legittima difesa», questa frase di Woody Allen fa da titolo alla quindicesima edizione del Mese Letterario e dice anche molto sul valore della lettura come atto di libertà in un mondo in cui, dai libri ai giornali, si legge sempre meno. Quest’anno il Mese Letterario propone tre serate in programma a maggio a Brescia, nell’auditorium Capretti degli Artigianelli.

Il primo incontro, l’8 maggio, con Valerio Capasa sarà dedicato a Luigi Pirandello nel centenario della pubblicazione di «Uno, nessuno e centomila». Il secondo appuntamento, il 15 maggio, con Edoardo Rialti avrà come protagonisti i tragici greci Eschilo, Sofocle ed Euripide. L’ultimo incontro, il 22 maggio, con Stas’ Gawronski sarà sullo scrittore americano, scomparso nel 2023, Cormac McCarthy, autore di opere memorabili come «La strada», «Non è un paese per vecchi», «Il passeggero». Per partecipare è già possibile iscriversi sul sito dell’Associazione Mese Letterario – utilizzare questo link – che organizza la rassegna in collaborazione con la Fondazione San Benedetto.

Invitando a iscrivervi da subito, vogliamo insieme segnalarvi una bella lettera di Papa Francesco sulla poesia nella quale scrive: «Dobbiamo recuperare il gusto per la letteratura nella nostra vita, ma anche nella formazione altrimenti siamo come un frutto secco. La poesia ci aiuta tutti a essere umani, e oggi ne abbiamo tanto bisogno». La lettera è pubblicata nel libro appena uscito «Viva la poesia!» dal quale riprendiamo anche uno stralcio dell’introduzione di Antonio Spadaro. «Leggere – scrive – è un modo di aprire la testa e il cuore per capire meglio la realtà. È “una palestra dove allenare lo sguardo”, che esercita a “vedere attraverso gli occhi degli altri”. Leggere un testo letterario è come ascoltare la voce di qualcuno. Quindi ascoltare la voce, essere aperti, essere in ascolto sono dimensioni fondamentali dell’esistenza che ci aprono all’esperienza degli altri. Leggere le storie allarga la nostra capacità di fare esperienze che altrimenti non faremmo mai».

Online il video dell’incontro con Camisasca e Sofri

Vi segnaliamo che a questo link sul nostro sito è disponibile il video dell’incontro dello scorso 13 marzo «Dal ’68 a oggi, il desiderio del cambiamento» con gli interventi di monsignor Massimo Camisasca e di Adriano Sofri.

«La Lode, la Grazia», il 6 aprile a Brescia il coro di Russia Cristiana 

In preparazione alla Pasqua, domenica 6 aprile alle 17.15, nella chiesa di Santo Stefano alla Bornata, in via Bonatelli 16 a Brescia, è in programma un incontro con il coro di Russia Cristiana che proporrà canti e immagini della tradizione liturgica bizantino-slava. Un percorso di santità e bellezza per collaborare alla «profezia per la pace» di Papa Francesco. L’iniziativa è proposta dalla Fondazione San Benedetto insieme alle parrocchie del Buon Pastore, di San Francesco da Paola e di Santo Stefano. La partecipazione è libera.


«Mi piacerebbe tanto che la poesia salisse in cattedra»


Da pochi giorni è stato pubblicato il libro
Viva la poesia!  (Edizioni Ares) che raccoglie testi e discorsi di Papa Francesco su poesia e letteratura. Il libro contiene un ringraziamento autografo del Pontefice al curatore Antonio Spadaro, che pubblichiamo di seguito insieme a uno stralcio del testo introduttivo del curatore.

Vaticano, Santa Marta, 20 gennaio 2025

Caro fratello,

viva la poesia! Sono contento che tu abbia raccolto i testi che in questi anni ho scritto sull’importanza della poesia. Mi piacerebbe tanto che la poesia salisse in cattedra nelle nostre Università!

Dobbiamo recuperare il gusto per la letteratura nella nostra vita, ma anche nella formazione altrimenti siamo come un frutto secco. La poesia ci aiuta tutti a essere umani, e oggi ne abbiamo tanto bisogno.

Papa Francesco

Servizio all’umanità

di Antonio Spadaro

Nel 2024 Francesco indirizza due Lettere nelle quali esprime la sua visione della poesia e della letteratura, in una sintesi robusta del suo percorso personale. La prima è uscita all’inizio di agosto 2024 ed è sull’importanza della letteratura nella formazione. La seconda è una missiva indirizzata ai poeti dalle pagine di una antologia della poesia religiosa di tutti i tempi e di tutte le religioni.

La prima era pensata per la formazione dei sacerdoti, ma poi ha deciso di rivolgerla a tutti. In queste sue pagine sembra abbia dato una forma alla sua esperienza personale di lettore e di insegnante di letteratura. Il suo senso fondamentale è semplice: la nostra umanità — e a maggior ragione l’abilità al ministero pastorale — non si forma senza un contatto diretto con le storie raccontate. Abbiamo sviluppato una formazione troppo concettuale perché possa reggere al confronto con l’esperienza: abbiamo perso le parole e ripetiamo le formule. Il nostro linguaggio si è appiattito, e così la nostra immaginazione. La pubblicazione di questa Lettera è stata una decisione forte che riconosce nella pagina letteraria l’apertura di uno spazio interiore di libertà che permette di non chiuderci dentro «poche idee ossessive che ci intrappolano in maniera inesorabile». Uno spazio che si apre perfino «quando neanche nella preghiera riusciamo a trovare ancora la quiete dell’anima», scrive: queste parole sono insieme assolutamente vere e assolutamente sorprendenti.

In particolare, la letteratura ha «a che fare, in un modo o nell’altro, con ciò che ciascuno di noi desidera dalla vita». La chiave del desiderio è fondamentale nella vita spirituale e lo è anche nell’esperienza letteraria. Tutti desideriamo. Desiderare ci accomuna. Quante volte, leggendo prosa o poesia, ci siamo ritrovati in una zona franca dove il nostro desiderio è emerso più liberamente, attratto da una storia o da un personaggio o da un verso che ci ha colpiti particolarmente? Quante volte sentiamo che le parole di uno scrittore dicono ciò che pensiamo e proviamo più di quanto noi stessi siamo in grado di fare? Ci sentiamo “letti” dalla pagina che leggiamo. La lettura di romanzi e poesie, quindi, non è un semplice passatempo, ma un mezzo per esplorare le profondità dell’animo umano e per comprendere meglio sé stessi e gli altri. Un buon libro, infatti, «apre la mente, sollecita il cuore, allena alla vita». Questo processo di apertura e comprensione è essenziale per ogni essere umano. Possiamo identificare almeno tre nuclei fondamentali della sua argomentazione.

La prima è il concetto di fare esperienza. Per Francesco leggere un testo letterario significa fare esperienza della realtà, della vita, e quindi è innanzitutto provare emozioni, vedere cose. Questo rapporto con la realtà, che è fondamentale per la fede, rappresenta un punto davvero rilevante. Leggere è un modo di aprire la testa e il cuore per capire meglio la realtà. È «una palestra dove allenare lo sguardo», che esercita a «vedere attraverso gli occhi degli altri». Leggere un testo letterario è come ascoltare la voce di qualcuno. Quindi ascoltare la voce, essere aperti, essere in ascolto sono dimensioni fondamentali dell’esistenza che ci aprono all’esperienza degli altri. Leggere le storie allarga la nostra capacità di fare esperienze che altrimenti non faremmo mai. Il campo della nostra esperienza si amplia perché “viviamo” cose che altrimenti mai potremmo vivere (anche le più belle) o vorremmo vivere (anche quelle peggiori). Ci rende sensibili all’esperienza degli altri attraverso quella dei personaggi: «Usciamo da noi stessi per entrare nelle loro profondità, possiamo capire un po’ di più le loro fatiche e desideri, vediamo la realtà con i loro occhi e alla fine diventiamo compagni di cammino», scrive il Papa.

E chiudendo il libro, arrivati alla fine, le storie restano in noi e continuano a vivere con noi. E così i personaggi. E con la poesia impariamo a sviluppare l’esperienza, imparando a nominarla. Anche i Vangeli sono storie. La carne di Cristo è fatta di passioni, emozioni, sentimenti, racconti concreti. Il riferimento alla concretezza della narrativa, del raccontare storie, ci abilita a essere sensibili all’incontro «con un Gesù Cristo fatto carne, fatto umano, fatto storia».

Dunque, per Francesco è creativo anche chi legge, non solamente chi scrive. Nella sua Lettera arriva ad affermare persino che il lettore è coautore, cioè «riscrive l’opera, la amplifica con la sua immaginazione, crea un mondo, usa le sue capacità, la sua memoria, i suoi sogni, la sua stessa storia piena di drammi e simbolismi, e in questo modo ciò che emerge è un’opera ben diversa da quella che l’autore voleva scrivere».

La lettura non è una semplice apprensione, cioè l’apprendimento di qualcosa di esteriore che va inserito all’interno, come se si inserisse il contenuto dentro una scatola, e noi saremmo la scatola. Non è così. Leggere significa riscrivere ciò che un autore ha scritto, diventare autori. Ognuno legge un romanzo, un racconto, una poesia in maniera differente da come possa farlo un altro. Ognuno riscrive le cose alla luce della propria personale esperienza; quindi, si è coinvolti nell’atto della lettura. La lettura è come la partitura musicale in fondo, cioè se non è eseguita non esiste e ogni esecuzione è diversa da un’altra.

Anche perché la lettura attraversa il desiderio. La letteratura ha a che fare con ciò che si desidera dalla vita. Questo ragionamento è molto sottile perché dice che in fondo la lettura è un atto di discernimento che mi aiuta a capire meglio me stesso, e a capire ciò che voglio, ciò che desidero, a comprendere meglio anche i significati stessi della vita. La lettura è presentata come un “esercizio spirituale” che coinvolge mente e cuore, permettendo al lettore di intraprendere un viaggio interiore. Questo percorso favorisce il discernimento e la comprensione profonda della propria vita e del mondo circostante. C’è un riferimento diretto a Proust: se noi non leggiamo è come se scattassimo fotografie senza averle sviluppate. La letteratura ci aiuta a sviluppare queste esperienze della vita che altrimenti non verrebbero sviluppate.

La sua Lettera ai poeti è la seconda e definitiva stesura di una sua riflessione rivolta a un gruppo di quaranta poeti da vari Paesi del mondo che nel maggio 2023 si erano radunati presso la sede de «La Civiltà Cattolica». Il Papa ha ripreso quei contenuti espressi in forma di discorso, e nei quali ha sentito di riconoscersi, e li ha tradotti in forma di Lettera che supera l’occasione. Facendo appello alla sua esperienza personale, propone tre punti di riflessione.

Il poeta è occhio. Il suo sguardo vede la realtà e insieme «sogna, vede più in profondità, profetizza, annuncia un modo diverso di vedere e capire le cose che sono sotto i nostri occhi». E, in questo senso, è una sfida all’immaginario perché non è una semplice conferma al nostro modo refertuale e calcolante di giudicare il reale. In questo senso anche il Vangelo — per la sua carica di realismo e sogno – è una «sfida artistica», e per questo profetica: aiuta la chiesa a «protestare, chiamare e gridare», afferma con una citazione di Miłosz.

Il poeta è voce che dice, canta e grida le inquietudini umane. L’arte è il terreno fertile nel quale si esprimono le “opposizioni polari” della realtà: le drammatiche tensioni sociali, i conflitti dell’anima, le contraddittorietà dell’esistenza. «Ci sono cose nella vita che, a volte, non riusciamo neanche a comprendere o per le quali non troviamo le parole adeguate», scrive Bergoglio, e il poeta offre loro la sua voce non addomestica e conforme.

Il poeta è porta dell’immaginazione, l’aiuta a superare gli angusti confini dell’io, e ad aprirsi alla realtà complessa e sfaccettata con la «genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti». La poesia ci aiuta a «immaginare in modo nuovo la nostra vita, la nostra storia e il nostro futuro». E questo vale anche per la nostra esperienza di Dio. L’esperienza che facciamo di lui è «sempre “debordante”: tu non puoi prenderla, la senti e va oltre; è sempre debordante, l’esperienza di Dio, come una vasca dove cade l’acqua di continuo e, dopo un po’, si riempie e l’acqua straripa, deborda».

Abbiamo dunque bisogno di guarire la nostra immaginazione da tutto ciò che addomestica il volto di Cristo, «mettendolo dentro una cornice e appendendolo al muro». «Grazie per il vostro servizio», dice Francesco ai poeti, facendo comprendere come quello della poesia sia un vero e proprio “servizio” alla nostra umanità.

Tag:Letteratura, Mese letterario, Papa Francesco, poesia

  • Condividi
piergiorgio

Articolo precedente

Il video dell’incontro con Camisasca e Sofri
22 Marzo 2025

Prossimo articolo

L'odio politico, la religione e il terremoto in Myanmar
29 Marzo 2025

Ti potrebbe interessare anche

Dove ci porta la nuova guerra in Medio Oriente?
7 Marzo, 2026

Siamo «nuovamente ripiombati nell’orrore della guerra, che spezza brutalmente vite umane, produce distruzione e trascina intere Nazioni in spirali di violenza dagli esiti incerti». A parlare è il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin in un’intervista, che vi invitiamo a leggere, all’Osservatore Romano dopo lo scoppio della nuova guerra in Medio Oriente. Nuovo capitolo di una lunga storia di violenze e distruzioni inenarrabili, di atrocità e di massacri. Soprattutto al momento non si intravede che tipo di sviluppo potrà avere il conflitto. Le esperienze precedenti a cominciare dalla guerra in Iraq nulla sembrano aver insegnato. Sconcerta soprattutto il richiamo alla «guerra preventiva». «Se agli Stati – sottolinea Parolin – fosse riconosciuto il diritto alla “guerra preventiva”, secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme». In questi giorni abbiamo letto o sentito tante analisi e opinioni sulla situazione in Medio Oriente. Fra molte osservazioni, alcune anche di grande interesse, abbiamo scelto di riproporre l’intervista di Parolin perché rimette al centro il vero bene dei popoli non rassegnandosi alla logica della forza che si illude di arrivare a una soluzione tramite il lancio di missili e di bombe, pur avendo, in questo caso, ottenuto l’eliminazione di un dittatore sanguinario come l’ayatollah Khamenei. Raccogliamo perciò l’appello lanciato nei giorni scorsi da Papa Leone a «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile».

Non lamentarsi ma costruire ponti, la nostra sfida. Invito a due incontri
28 Febbraio, 2026

In una società nella quale il dibattito pubblico su qualsiasi tema è sempre più polarizzato, dove sembra diventato impossibile far convivere e dialogare esperienze e posizioni diverse, dove chi non appartiene alla propria parte politica per principio sbaglia qualunque cosa faccia, dove l’avversario è un nemico e alimentare il rancore è lo sport preferito, costruire un luogo di amicizia che metta al centro l’incontro con l’altro è una sfida che può apparire ardua e, per qualcuno, inutile («è tempo perso, sappiamo già come la pensa»). La storia della Fondazione San Benedetto racconta proprio questa sfida. Già nella scelta stessa del nome – San Benedetto – c’è l’indicazione chiara di una traiettoria ideale e, al tempo stesso, di un metodo: non perdere tempo a lamentarsi dei tempi che viviamo, ma creare relazioni e costruire ponti che rappresentino un passo nuovo, positivo e costruttivo negli ambiti di vita e nella società. In fondo è una declinazione pratica di cosa voglia dire essere un corpo intermedio in un’epoca nella quale a tutti i livelli si tende invece a promuovere la disintermediazione come modello a cui ispirarsi. Nel suo percorso ventennale la fondazione ha trovato nei papi che si sono succeduti, prima Benedetto XVI e poi Francesco, e ora Leone XIV, dei punti di riferimento a cui guardare per vivere con adeguato «spirito critico» il momento storico presente. 

Se si dovesse descrivere cosa fa la San Benedetto si potrebbe elencare una lunga serie di iniziative, talvolta dettate dall’attualità ma più spesso dal desiderio di dialogare con personalità o testimoni dei più diversi orientamenti ideali, culturali o politici. Questa vivacità culturale è solo l’espressione di una vita che cresce non secondo un programma predefinito, ma in modo creativo valorizzando le realtà e le persone incrociate nel proprio percorso. Altrettanto numerosi sono gli aiuti messi a disposizione: si va dall’erogazione di borse di studio, alla promozione e al sostegno di progetti come la ricostruzione ad Aleppo in Siria di una palazzina per otto famiglie distrutta dai bombardamenti oppure in Libano, in collaborazione con Avsi, di una scuola e di un centro sociale in un’area duramente provata dalla guerra. Questo modo di porsi ha portato la San Benedetto a essere riconosciuta pubblicamente come un bene per il territorio in cui opera. Oltre alla sempre significativa partecipazione ai suoi eventi, lo confermano le donazioni private che riceve da imprenditori e da singole persone, anche attraverso lasciti testamentari. 

La «Vita eterna» di Bazoli in dialogo coi giovani
21 Febbraio, 2026

Lunedì 2 marzo alle 17.30 a Brescia, nell’aula magna dell’Università Cattolica in via Trieste 17, verrà presentato il libro di Giovanni Bazoli «Vita eterna – Conversazioni con i miei nipoti». L’incontro, di cui sotto trovate l’invito, è promosso da Editrice Morcelliana, Fondazione San Benedetto e Università Cattolica. Che un personaggio pubblico come il presidente emerito di Intesa Sanpaolo abbia sentito la necessità, attraverso un dialogo con i suoi nipoti, di mettere a tema argomenti fondamentali come il senso e il destino della vita, che normalmente vengono omessi o accuratamente evitati nel dibattito oppure relegati nella sfera del privato, è già di per sé un fatto interessante, che merita attenzione. Lo è ancora di più perché tali argomenti non vengono affrontati in modo astratto o accademico, ma mettendosi a confronto su un piano esistenziale con dei giovani che oggi spesso si sentono distanti dalle verità della fede cristiana. E questo nella consapevolezza profonda che si può essere conquistati dall’esperienza della fede «solo per attrazione», come sottolineava papa Francesco. In preparazione all’incontro oggi vi invitiamo a leggere l’intervista che Bazoli ha rilasciato nelle scorse settimane al quotidiano La Repubblica in occasione dell’uscita del libro.

Cerca

Categorie

  • Fissiamo il Pensiero
  • I nostri incontri
    • I nostri incontri – 2015
    • I nostri incontri – 2016
    • I nostri incontri – 2017
    • I nostri incontri – 2018
    • I nostri incontri – 2019
    • I nostri incontri – 2021
    • I nostri incontri – 2022
    • I nostri incontri – 2023
    • I nostri incontri – 2024
    • I nostri incontri – 2025
    • I nostri incontri – 2026
  • Mese Letterario
    • 2010 – I Edizione
    • 2011 – II Edizione
    • 2012 – III Edizione
    • 2013 – IV Edizione
    • 2014 – V Edizione
    • 2015 – VI Edizione
    • 2016 – VII Edizione
    • 2017 – VIII Edizione
    • 2018 – IX Edizione
    • 2019 – X Edizione
    • 2021 – XI Edizione
    • 2023 – XIII Edizione
    • 2024 – XIV Edizione
    • 2025 – XV Edizione
  • Scuola San Benedetto – edizioni passate
  • Tutti gli articoli

Education WordPress Theme by ThimPress. Powered by WordPress.

VUOI SOSTENERCI?

Siamo una fondazione che ha scelto di finanziarsi con il libero contributo di chi ne apprezza l’attività

Voglio fare una donazione
Borgo Wührer, 119 - 25123 Brescia
info@fondazionesanbenedetto.it

Resta sempre aggiornato

Iscriviti subito alla nostra newsletter per non perderti le attività e gli eventi organizzati dalla Fondazione San Benedetto.

Iscriviti

Sito Web sviluppato da Nida's - Nati con la crisi.

Copyright © Fondazione San Benedetto Educazione e Sviluppo

Mappa del sito | Privacy Policy | Cookie Policy

Sito Web sviluppato da Nida's - Nati con la crisi.

Privacy Policy | Cookie Policy

Fondazione San Benedetto
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}